Qualità della ricerca, l’Università di Padova si conferma prima in Italia

Qualità della ricerca, l’Università di Padova si conferma prima in Italia

Published On: 12 Maggio 2026

Oltre 199mila pubblicazioni, 75mila ricercatori e risultati sopra la media in 5 indicatori: i numeri che portano il Bo in vetta alla valutazione 2020-2024.

Tratto da un articolo di PADOVAOGGI del 21.04.2026


Il Bo ha conquistato il primo posto tra gli atenei statali italiani nella Valutazione della Qualità della Ricerca 2020-2024, il sistema nazionale che analizza e confronta i risultati dell’attività scientifica delle università e degli enti di ricerca.

«Questo risultato descrive prima di tutto il valore di una comunità – ha affermato la rettrice Daniela Mapelli -. La qualità della ricerca non nasce mai da un singolo risultato, ma da un impegno continuo, condiviso, che coinvolge ricercatrici e ricercatori, docenti, personale tecnico e amministrativo. È il segno di un’università che investe nella conoscenza, che crede nella ricerca come leva per comprendere il presente e costruire il futuro. Essere primi è motivo di soddisfazione, ma soprattutto uno stimolo a continuare su questa strada, rafforzando ancora di più la nostra apertura internazionale e la capacità di dialogare con la società».

La valutazione ha preso in esame un numero molto ampio di prodotti della ricerca, 199.816 pubblicazioni scientifiche, tra articoli, monografie e contributi in volume, un numero in crescita rispetto alle circa 182mila della precedente tornata, e il lavoro di oltre 75.800 ricercatrici e ricercatori accreditati. Il quadro, per ora, è limitato ai risultati aggregati a livello di istituzione, ma restituisce competitività del sistema della ricerca in Italia, all’interno del quale Padova si colloca al primo posto tra gli atenei statali.

«Questi primi risultati aggregati dimostrano che a Padova la ricerca di qualità non è concentrata in poche isole di eccellenza, ma è diffusa nella gran parte dei dipartimenti e delle discipline – ha evidenziato, inoltre, il prorettore alla Ricerca Fabio Zwirner -. Il dato riflette anche il grande lavoro collettivo svolto dall’Ateneo nel processo di valutazione: governance, dipartimenti, docenti, ricercatori e personale tecnico-amministrativo hanno collaborato con attenzione e responsabilità per selezionare e presentare i prodotti di ricerca più rappresentativi, secondo le regole dell’esercizio».

Gli indicatori qualitativi, quelli cioè indipendenti dalle dimensioni delle istituzioni, sono cinque: R1 e R2 riguardano rispettivamente i prodotti della ricerca di tutto il personale e del personale neoassunto o promosso nel periodo in esame; R3 e R4 riguardano rispettivamente il dottorato e le attività di valorizzazione delle conoscenze, la cosiddetta Terza Missione, nel quale l’università  ha ottenuto un ottimo risultato; R5 misura la capacità di attrarre fondi nei progetti competitivi internazionali. Nel quadro della valutazione 2020-2024, il Bo ha ottenuto risultati di eccellenza in tutti gli indicatori, con valori sistematicamente superiori alla media nazionale e una posizione di vertice nell’indicatore che combina R1 e R2 e misura la qualità complessiva di tutte le pubblicazioni scientifiche presentate dagli atenei.

Oltre a fornire una fotografia della qualità della ricerca nazionale, i risultati della valutazione vengono utilizzati dal ministero dell’Università per ripartire la quota premiale del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO), che finanzia annualmente il funzionamento e le attività istituzionali delle università.

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