La Fondazione T.E.S. nasce il 26.10.2006 per trasformazione della Cooperativa “G. Toniolo”, costituita nel 1978 per volontà di un gruppo di soci con lo scopo di solidarietà sociale. L’assemblea dei soci, tra cui Avis, quasi vent’anni fa ha condiviso un nuovo percorso e approvato lo statuto della “Fondazione per la Biologia e medicina della rigenerazione”.

AVIS VENETO credeva e investiva da tempo nella Ricerca nell’ambito delle cellule staminali da sangue periferico. Anche supportando TELETHON. Ed i suoi donatori pertanto esprimevano la propria generosità non solo con la donazione ma anche con il sostegno a importanti iniziative di ricerca scientifica che può sfociare in nuove cure e terapie a favore della comunità.

La Fondazione TES ha personalità giuridica di diritto privato è iscritta nell’apposito registro della Regione del Veneto al n. 524 con decreto dirigenziale n. 171 del 29.10.2009 ed ora iscritta al RUNTS al n. 83083 dal 03.02.2023.  E’ apolitica e apartitica e non ha fini di lucro. Essa opera nell’ambito della Regione Veneto e può collaborare con enti pubblici ed altri organismi che si interessano o perseguono finalità analoghe alle proprie anche in ambito nazionale.

Finalità della Fondazione

Si prefigge di promuovere e sviluppare iniziative per l’esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale. Gli scopi statutari sono:

  1. promuovere e gestire la ricerca nel campo della biologia e della medicina rigenerativa, mediante tecniche, percorsi e metodologie compatibili con una visione etica della scienza puntata sulla centralità e l’unicità della persona umana; promuove la ricerca nel campo della biologia, della medicina rigenerativa e delle cellule staminali. La ricerca si basa principalmente sulle cellule staminali cordonali e adulte, tratte dal sangue di donatori volontari.
  2. promuovere e gestire attività e iniziative nel campo ecologico e ambientale per l’affermazione di una equilibrata ecologia umana;
  3. promuovere e gestire attività sociali attinenti all’ambito assistenziale, socio sanitario, culturale, ricreativo, sportivo, formativo ed educativo rivolto ad ogni categoria di persone, in particolare persone svantaggiate in ragione di condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali o familiari.

Sono inoltre attività connesse alle precedenti: curare e produrre pubblicazioni, riviste, notiziari di informazione e di aggiornamento su argomenti culturali e scientifici; fornire consulenze di esperti; promuovere iniziative di formazione e di aggiornamento (seminari, laboratori, convegni, corsi); produrre materiali e sussidi educativi, promuovere iniziative di ricerca e di solidarietà sociale.

Il rapporto con l’AVIS, Associazione Italiana Volontari Donatori di Sangue

Partner istituzionale della Fondazione è l’AVIS del Veneto (Associazione dei donatori Volontari Italiani di Sangue), con la quale, anche in forza dello statuto, ha un rapporto strutturato che prevede anche la presenza di 4 consiglieri su nove componenti del Consiglio di Amministrazione di nomina associativa. Più la presenza in consiglio, senza diritto di voto, del Presidente Regionale.

Svolge le sue attività di ricerca all’interno dei laboratori dell’Istituto di Anatomia e del Dipartimento di Scienza del Farmaco dell’Università di Padova e, tra gli altri, dei Servizi di Medicina trasf. dell’Ospedale di Belluno (ULSS 1) e Ospedale di Treviso (ULSS 2)  con il prezioso supporto di AVIS Regionale Veneto e le Sue Provinciali e Comunali, di ABVS (Associazione Bellunese Volontari Sangue) e di Ape (AVIS per il Progresso Ematologico).

Nel corso di questi anni sono stati prodotti 50 lavori scientifici, finanziate 12 borse di studio – assegni di ricerca, co-finanziati 10 progetti di ricerca, donati 500.000 euro in attrezzature e materiali.

ATTIVITA’ 2025

In particolare, l’attività scientifica ha portato alla pubblicazione di tre studi originali su riviste internazionali, tutti recanti l’affiliazione della Fondazione, che confermano il contributo di TES Onlus all’avanzamento delle conoscenze nel campo della ricerca traslazionale in bioingegneria dei tessuti.

  1. Scaffold bio-ibridi per la riparazione della cartilagine nei pazienti emofilici

Questo studio ha sviluppato un innovativo scaffold bio-ibrido costituito da alcool polivinilico (PVA) combinato con cartilagine articolare decellularizzata, con l’obiettivo di trattare le lesioni cartilaginee focali in pazienti affetti da emofilia, una popolazione particolarmente vulnerabile a complicanze articolari dovute a microemorragie ricorrenti. Il biomateriale ottenuto combina stabilità meccanica e bio-attività, grazie alla componente di matrice extracellulare decellularizzata (dECM), che conserva segnali molecolari capaci di favorire la rigenerazione cartilaginea. I test in vitro e in vivo hanno mostrato una buona biocompatibilità, una adesione cellulare ottimale e una stimolazione della differenziazione condrogenica. Lo scaffold risulta quindi promettente per l’applicazione clinica in ambito ortopedico e rappresenta una potenziale alternativa alle procedure tradizionali di trapianto o innesto di cartilagine.

  1. Scaffold bioattivi in OxPVA e PLA per la rigenerazione osteocondrale

Questo secondo lavoro ha affrontato il tema della riparazione delle lesioni osteocondrali, tra le sfide più complesse della chirurgia ortopedica rigenerativa.

Il lavoro descrive la realizzazione di supporti porosi a base di alcool polivinilico ossidato (OxPVA), con o senza l’aggiunta di matrice cartilaginea decellularizzata, utilizzando una tecnica di particle leaching per modulare la porosità del materiale. Questa tecnica prevede l’inserimento nel polimero di particelle solubili (gelatina) che, una volta rimosse per dissoluzione, lasciano cavità e canali interconnessi all’interno della struttura. In questo modo si ottiene un materiale poroso tridimensionale che favorisce l’adesione, la crescita e lo scambio di nutrienti tra le cellule coltivate sullo scaffold. L’incorporazione della dECM ha aumentato la bioattività dei supporti, favorendo l’espressione genica e proteica di marcatori condrogenici (SOX9, ACAN, COMP) in cellule di derivazione cartilaginea.

Parallelamente, sono stati sviluppati scaffold ossei in polilattide (PLA) mediante stampa 3D, variando geometria e porosità per ottimizzare la colonizzazione cellulare.

Nel complesso, questo studio evidenzia come la combinazione di biomateriali bioattivi e tecniche additive possa offrire nuove opportunità nella rigenerazione osteocondrale personalizzata.

  1. Neuroguide elettro-conduttive per la rigenerazione del nervo periferico

Il terzo studio, condotto su modello animale di lesione del nervo sciatico, ha sviluppato un nuovo condotto nervoso o neuroguida basato su OxPVA arricchito con nanotubi di carbonio (NTC). L’obiettivo era conferire al dispositivo proprietà elettricamente conduttive, in grado di favorire la rigenerazione nervosa attraverso segnali bioelettrici.

I risultati mostrano che: tutti i condotti hanno supportato la ricrescita delle fibre nervose e la ricostituzione del rivestimento di mielina; l’aggiunta di NTC ha migliorato la densità delle fibre rivestite da mielina e la qualità strutturale del tessuto rigenerato, con un andamento paragonabile al controllo di riferimento (autoinnesto); non sono state osservate reazioni infiammatorie significative, confermando l’ottima biocompatibilità del materiale.

Questa ricerca apre la strada all’uso di scaffold conduttivi a base di polimeri bioingegnerizzati come alternativa ai trapianti autologhi, ancora oggi considerati la terapia chirurgica gold standard ma limitati dalla disponibilità di tessuto donatore.

PROSPETTIVE per il 2026

Per il 2026, le attività di ricerca sostenute dalla Fondazione TES Onlus si stanno orientando verso l’approfondimento di studi di caratterizzazione, validazione e applicazione preclinica di biomateriali innovativi per la medicina rigenerativa ed è allo studio un nuovo importante progetto sulle staminali da sangue periferico.

  1. Caratterizzazione della membrana leuco-fibrino-piastrinica prodotta dal Centro Trasfusionale di Belluno

È in corso uno studio mirato ad approfondire la caratterizzazione morfologica e biomeccanica della membrana leuco-fibrino-piastrinica (L-PRF), con particolare attenzione alle sue proprietà biomolecolari e meccaniche. Questa membrana, derivata da sangue autologo, rappresenta un potenziale biomateriale naturale per favorire la rigenerazione tissutale grazie al rilascio controllato di fattori di crescita e citochine. L’obiettivo è comprendere come la sua microstruttura e resistenza meccanica influenzino la capacità di stimolare la guarigione dei tessuti e valutare possibili applicazioni cliniche personalizzate.

  1. Studio preclinico su modelli avanzati di lesione del nervo periferico

È inoltre in corso uno studio su un modello sperimentale di lesione nervosa di maggiore gravità, finalizzato a testare nuove neuroguide bioattive basate su polimeri conduttivi e componenti biomimetiche.

Queste neuroguide sono progettate per guidare la ricrescita assonale e favorire la rigenerazione funzionale attraverso l’integrazione di segnali meccanici, topografici ed elettrici, con l’obiettivo di migliorare i risultati rispetto ai condotti tradizionali. I dati ottenuti forniranno basi solide per futuri studi di trasferimento clinico e per lo sviluppo di dispositivi avanzati per la riparazione dei nervi periferici.

  1. Collaborazione con la Fondazione Banca dei Tessuti del Veneto (Treviso)

È attiva una collaborazione strategica con la Fondazione Banca dei Tessuti del Veneto (FBTV), finalizzata alla validazione in vitro e in vivo di tessuti decellularizzati provenienti da banca.

Questa ricerca ha importanti implicazioni cliniche e regolatorie, poiché mira a stabilire standard di qualità, sicurezza e funzionalità biologica per i tessuti decellularizzati destinati a uso clinico. La validazione consentirà di trasferire i risultati della ricerca al contesto ospedaliero, aprendo la strada a nuove terapie rigenerative basate su materiali biologici sicuri, tracciabili e pronti all’impiego chirurgico.